Quando ci siamo imbarcati in questa avventura, non sapevamo bene quello che avrebbe comportato un lavoro di questo tipo.

Principalmente nessuno di noi aveva alle spalle l’esperienza necessaria per poter conoscere le esigenze, i tempi, le attrezzature, e qualsiasi cosa richiedesse la creazione di un cortometraggio.

Solo grazie alla voglia di conoscere, di sperimentare ed a qualche conoscenza acquisita nei corsi di formazione ci hanno permesso di iniziare il cammino. Si, iniziare, perché è quello lo scoglio più difficile da superare, mettersi in gioco; una volta che sei partito, non puoi tornare indietro. Ti sorregge il gusto della sfida, di realizzare qualcosa che non hai mai fatto, ma che sai essere importante.

Quando si pensa al cinema, si tralascia spesso quello che riguarda il lavoro  fatto dietro le quinte. Ci soffermiamo solo sui compensi degli attori da oscar, senza pensare che dietro a tutta questa macchina sfarzosa che è Hollywood, ci sono persone che si prestano per far si che tutto sia perfetto, con dedizione e grande sacrificio.

Beh, questo lo abbiamo vissuto in prima persona, ma è l’ingrediente che ha fatto la differenza, ciò che ci ha permesso di condividere, di stare insieme, la cosa più importante.

Le riprese sono partite dalla piccola Gonzaga, dove abbiamo girato le scene di interni; un weekend lungo, che ci ha messi a dura prova, 14 ore di lavoro al giorno tra montaggio e smontaggio delle attrezzature, preparazione degli ambienti, regia e direzione delle scene, fotografia, luce, che abbiamo cercato di curare al meglio nonostante l’inesperienza. E’ stato il primo assaggio di quello che poi sarebbe stato il vero e proprio cuore delle riprese.

Due caldi week-end di luglio sono stati il teatro delle riprese nelle trincee di Cima Palon e al Sacrario del Monte Grappa. Due luoghi veramente affascinanti, caratterizzati da un energia molto forte.

Le trincee di Cima Palon sono dei capolavori, una ricostruzione e restauro resa possibile dagli Alpini della sezione di Possagno, che con grande pazienza ed esperienza hanno portato a termine negli anni. In particolare abbiamo girato nella baracca in cima dove abbiamo svolto le riprese finali del cortometraggio.

In 7 ci siamo alternati per trasportare lungo il ripido percorso tutte le luci, gli stativi, i pesi e le altre attrezzature, che abbiamo poi smontato in tarda notte discendendo lungo il sentiero alla luce delle torce frontali. Un esperienza davvero dura, ma da lassù, la vista della pianura illuminata dopo il tramonto ci ha ripagato di ogni sacrificio.

Il Sacrario del monte Grappa è stata la tappa conclusiva delle giornate di ripresa. Dopo aver dormito al rifugio Ardosetta a 10 minuti dal sacrario, ci siamo diretti lungo la scalinata sud per girare all’alba, dove una splendida luce e il silenzio scosso solo dal vento ci ha accolti. E’ qualcosa di impressionante la maestosità di questo luogo che svetta dalle nuvole per imporsi sulla pianura sottostante.

Un viaggio durato un mese, dove abbiamo riso, sudato, condiviso, mangiato, abbiamo vissuto situazioni di tensione, ma anche di grande ilarità, siamo partiti da sconosciuti ed ora siamo qui, da amici.